14.08.2017
19.00
Castel Roncolo
Musica da camera
Musicisti della Gustav Mahler Jugendorchester

Programma

Anton Webern

Langsamer Satz (trascritto per 4 tromboni)

 

Felix Mendelssohn-Bartholdy

Ottetto per archi op.20, I

 

Ludwig van Beethoven

Ottetto per fiati in mi bemolle magg. op.103, I

 

Dmitri Schostakowitsch

Jazz-Suite per ensemble di ottoni

  • free
Free

ATTENZIONE: Causa previsioni meteo incerte il concerto è stato spostato al Palazzo Mercantile, via Argentieri 6, Bolzano - ore 21.00


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L’ottetto per strumenti a fiato Op. 103 di Ludwig van Beethoven costituisce un punto centrale nella prima produzione viennese rifacendosi chiaramente al genere della serenata mozartiana e del divertimento haydniano. In realtà l’ottetto Op. 103 deve moltissimo al quintetto Op. 4, pur presentando alcuni caratteri del Beethoven maturo come diversi studiosi fanno notare nel caso del Menuetto. Della modernità di Beethoven si era accorto presto anche Felix Mendelssohn Bartholdy che si rifà proprio ai modelli del classicismo viennese, come dimostra l’ottetto Op. 20 scritto a sedici anni e dedicato al proprio maestro Eduard Ritz. L’intenzione di Mendelssohn pare che fosse quella di dare alla musica da camera un nuovo e ampio respiro sinfonico, senza per questo abbandonare i legami intimi con Beethoven. Beethoven che, anche se in modo trasfigurato, rappresenta una fonte di ispirazione importante nel Langsamer Satz di Anton Weber, qui presentato in un’affascinante rielaborazione per quattro tromboni. Quando Dmitri Shostakovitsch compose la Suite Jazz nel 1930, la musica statunitense non era stata ancora proibita direttamente dal regime sovietico. Per questa ragione la scelta del compositore dimostra comunque coraggio, pur non avendo valenze politiche come invece molti sostengono. Schostakovitstch, che aveva un animo particolarmente curioso, era attratto da nuovi linguaggi che avrebbero potuto rinnovare la sua tavolozza musicale. Benché anche nella maturità egli non si sarebbe mai scordato della musica jazz – che amava improvvisare al pianoforte – le citazioni si ridussero in numero ed evidenza in modo da non infastidire il regime sovietico che soprattutto dopo la guerra iniziò ad attuare una politica particolarmente severa contro tutte le forme di musica reputate sgradite.

Giacomo Fornari


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